Fragile Skeletons di Giovanni Longo è un serie di sculture realizzate utilizzando legno recuperato sulle spiagge, meglio noto come driftwood. Il fine è quello di creare un fragile collegamento tra il materiale utilizzato e le strutture ossee assemblate, sottolineando gli aspetti più precari della contemporaneità.

 

 

it / Giovanni Longo realizza il suo primo scheletro in legno per un esame di anatomia artistica (2005). Sceglie rami e bastoncini raccolti in spiaggia, perché di quegli oggetti Io affascinano i segni del tempo, i graffi prodotti dal lungo viaggio nel fiume, i segni scavati dai tarli protetti dalla corteccia, le venature incise come rughe e le spaccature causate dalla permanenza in acqua. «Il legno è un materiale sincero», dice, «che non rinnega il proprio passato e la propria storia». Gli scheletri di uccelli, cani, pipistrelli e serpenti sono nati tutti così, da pezzi restituiti dall’acqua. E la verosimiglianza sbalorditiva, l’aspetto quasi scientifico che hanno a un primo sguardo, derivano dal procedimento preciso e attento. Prima la scelta del soggetto, poi lo studio della struttura originale per mantenere una certa esattezza anatomica, e da lì la ricerca, prediligendole zone alle foci dei fiumi. In studio poi avviene la pulizia dalla sabbia, Ia scelta del frammento più adatto per ogni parte, fino al montaggio. Ne risultano sculture spiazzanti, intrise di una malinconia appena contraddetta da una sottile vena pop. (Alessandra Redaelli, Arte, settembre 2013, p.56)

en / Fragile Skeletons by Giovanni Longo is a series of sculptures realized with the wood recovered on the beach (driftwood), creating a fragile bond between the osseous and the ligneous elements.
Giovanni Longo created his first wood skeleton for a school exam in artistic anatomy (2005). He looks for branches and sticks picked up from the beach to convert them into art, fascinated by these objects revealing the passing of time through the natural organic consumption: their folds, the scratches marked on the wood by a long river trip, the signs dug up by the borers under the bark, the grains carved like wrinkles and the cracks caused by their staying in water. “The wood is a sincere material – says Giovanni – that does not deny its own past and its own history.” The skeletons of birds, dogs, bats and snakes arise in this way, from pieces returned from water. Their verisimilitude is absolutely amazing and the aspect, almost scientific, that they have at first sight, is the result of a very precise and attentive process. Firstly the choice of the subject, then a study of the original structure of it, in order to maintain a certain anatomic accuracy and from this point on, he starts a research on the field, sifting out the downriver areas. In his studio he completes the process by cleaning the piece from the sand and selecting the most suitable fragment fitted to the sections until the final montage of the artwork. What it comes out is a surprising, unexpected sculpture soaked up with a dose of melancholy running into a slight vein of pop. (Alessandra Redaelli)