Giovanni Longo | Breve intervista di Alex Wain
(Extraordinary Skeletons made from fragments of wood, So Bad So Good, 2013)

Raccontaci un pò di te.
Sono un ragazzo di 28 anni cresciuto artisticamente in una piccola città della periferia italiana (Locri, Reggio Calabria). Un luogo lontano dal mondo dell’arte che conta ma che considero un valore aggiunto. A 19 anni ho iniziato a capire che si poteva fare arte anche in quella piccola periferia.

Dove trovi l’ispirazione?
Concettualmente le mie opere affondano le radici in una certa cultura popolare ma senza enfatizzarne gli stereotipi. Quello che m’interessa è utilizzare simbolismi noti e ancestrali (ad esempio nel caso dell’uroboro o della lucertola a due code) rielaborandone i concetti e creando nuovi simboli, rimarcando non solo le contraddizioni ma anche gli aspetti precari della contemporaneità.

Inizi con un’idea di quello che vuoi realizzare o tutto prende forma una volta che cominci a lavorare?
Possono avvenire entrambi i processi. Osservo, penso, modifico, creo. Oppure creo, modifico, penso e osservo. A volte progetto altre invece devo prima fare per capire cosa sto facendo.

Quanto tempo ci vuole per creare un elemento della serie “Fragile Skeletons”?
Dipende dalle dimensioni ma anche dai pezzi ritrovati sulla spiaggia. Mi è capitato di completare un’intera opera in poche settimane, ma di trovare la mandibola adatta solo dopo qualche mese.

Cosa tiene in serbo per te il 2014?
Sto lavorando a diverse sculture e installazioni, anche di notevoli dimensioni, che saranno esposte in Italia presso la Fondazione Rocco Guglielmo di Catanzaro per una mia personale in programma nel 2014.

Qualche consiglio per gli aspiranti artisti?
Conoscere il mondo per sentirsi piccoli ma credere abbastanza in se stessi per diventare grandi.

ENG / Giovanni Longo | Short interview by Alex Wain
(Extraordinary Skeletons made from fragments of wood, So Bad So Good, 2013)

Tell us a bit about you.
I’m a guy of 28, I’ve grown up artistically in the suburbs of a small Italian town called Locri, county of Reggio Calabria. A place far from the main circuits of world art, an aspect that has never slowed me down but on the contrary I’ve always considered like an adding value. At the age of nineteen I’ve realized I could have done art even in that small local reality.

Where do you find inspiration?
Basically, my artworks are rooted in a certain popular culture free from stereotypes. I’m very interested in using some ancestral, well known symbols (such as The Ouroboros or The Two Tailed Lizard), I re-elaborate them in order to create new concepts and pointing out not only the contradictions but also the precarious aspects of modern life.

Do you start with an idea of the creature you want to create or does this take shape once you start working with the wood?
Both process are possible. I observe, I think about it, I change, I create. Other times, I do the same things in a different chronologic order. At times, I have a plan in my head before starting to create, other times instead I have to make something first, before figuring out what I’m going to create.

How long does each piece take to create?
It depends on the dimensions but also on the pieces found at the beach. For example, I can finish a work in few weeks or in other cases, it takes me some months to find the most suitable jawbone piece.

What does 2014 hold in store for you?
I’m working on some sculptures and installations, big dimension stuff, that are going to be shown next 2014 at the Rocco Guglielmo Foundation in Catanzaro (Italy) where I am hosted with a solo exhibition, very proud of it!

Any advice for aspirating artists?
Get to know the world to feel small but believe in yourself enough to grow up.